VIVERE ZEN, CON IL TAI-CHI,
PER UN BENESSERE GLOBALE

Vivere l’esperienza in un eremo zen, a contatto con la natura millenaria incontaminata del luogo e della propria mente, è la via per ritrovare calma interiore e armonia. Praticare Tai-Chi (chiamato ora Tai-Ji), l’antica arte cinese di meditazione in movimento, dona un Benessere estivo globale.

Ho trascorso il giorno di Ferragosto a Sanboji, il Tempio dei Tre Gioielli, a Berceto (Parma), vivendo per due giorni insieme alla comunità monastica e laica, che segue la Via Zen, sotto gli insegnamenti del maestro Tetsugen Serra, fondatore di questo eremo zen, situato nel cuore dell’Appennino Tosco-Emiliano, e del monastero Il Cerchio– Ensoji, di Milano.

Ho fatto esperienza di tutte le pratiche giornaliere, che i monaci zen condividono e si suddividono, come svegliarsi insieme, per meditare all’alba, realizzando così l’unità; vivere il silenzio e la calma, per ritrovare il proprio tempo; coltivare l’orto, per tornare alle radici della madre terra; camminare consapevolmente nel bosco, per entrare in profondo contatto con l’elemento terra; vivere i rituali dei monaci, per condividere i pasti della tradizione zen; sbrigare a turno i mestieri di pulizia, riordino degli spazi comuni e lavaggio delle stoviglie, per rispettare il valore di fratellanza tra tutti gli esseri; osservare le stelle cadenti, per coltivare lo stupore e la contemplazione della natura.

Dato che i saggi Maestri consigliano di provare a fare qualcosa di nuovo ogni giorno, in questo mio soggiorno, ho potuto sperimentare per la prima volta la pratica del Tai Chi Chuan, attualmente chiamato anche Tai Ji Quan, grazie al fantastico e simpaticissimo maestro di Padova, Roberto Galli, in arte spirituale “Galli San”, insegnante di Tai Ji da 30 anni, che ha vissuto a Tokyo per un anno, sotto la guida di un importante Maestro di Buddismo Zen ed è stato medaglia d’oro agli Internazionali a Shangai nel ’92.

Questa disciplina millenaria cinese, praticata ormai in tutto il mondo, specialmente nei parchi al mattino, è la sintesi tra arte marziale, meditazione in movimento e ginnastica terapeutica e aiuta la crescita personale di ogni individuo, oltre a stimolare i meridiani in modo benefico. Letteralmente, Tai-Chi significa “Supremo ultimo pugno” e si fonda sui principi yin e yang, della filosofia taoista.

Al corso hanno partecipato neofiti, come me, ma anche principianti e praticanti. Ho apprezzato molto l’energia e la simpatia del gruppo, sia durante gli esercizi della salute, gli otto pezzi di broccato, chiamati “Patuan-Chin“, sia durante i momenti di condivisione in comune del residenziale.

Nel monastero spesso anche i caprioli e i tassi vengono a fare meditazione, in armonia con i ritmi della natura, tra boschi di querce, faggi, robinie e ciliegi, che fioriscono di rosa, in primavera, come nello spettacolo del Sol Levante; ed è proprio alla base di un immenso ciliegio, che il Maestro Tetsugen ha donato i suoi insegnamenti, attraverso la lettura di antiche storie zen, come quella “Strofinare un mattone”.

Lo Zen non è una via di conoscenza, o di sviluppo della capacità intellettiva, ma è una via semplice di coscienza, che permette l’evoluzione della persona. Spogliarsi delle mille vesti, in semplicità, è il modo migliore per avvicinarsi all’universo e a sè.

Secondo gli insegnamenti del maestro Tetsugen Serra, ispiratore della Mindfulzen, uno degli obiettivi principali dello Zen è aiutare tutti gli esseri a ritrovare la propria libertà interiore, attraverso un percorso di amore e compassione, di semplificazione del modo di vivere e di adozione del linguaggio di cuore e mente.

La Meditazione ZaZen, che significa “seduti semplicemente”, è la pratica dell’illuminazione silenziosa e concede il risveglio alla Vera Vita, sincera e libera, superando tutte le sofferenze di attaccamenti e condizionamenti e riscoprendo la nostra natura originaria.

In luoghi sacri come Sanboji si apprezza il silenzio assoluto: entrare nel silenzio mentale significa entrare in quello stato di comunicazione non intellettuale, dove la mente si tranquillizza, le parole fuoriescono spontanee, dirette, pure e la comunicazione è da cuore a cuore, nella completa assenza di un ego.

Su una parete del monastero è incorniciata una frase antica, che cita “…non stare seduto in attesa d’illuminazione, poiché la grande illuminazione va trovata nelle attività quotidiane, come mangiare o bere tè; è l’incessante pratica di essere libero in ogni cosa, qualunque essa sia. Questa vita di un sol giorno è una vita di cui gioire…Se quest’unico giorno in una vita di 100 anni va perduto, potrai mai afferrarlo di nuovo?”

Allora, sei pronto a immergerti nella profonda bellezza del tuo essere, per vivere zen, in pace e serenità?

Sii contemplativo verso la vita: prova il Tai-Chi, medita Zazen, ritrova l’armonia e vivi in libertà e creatività. 100% Zen!

100% a misura del tuo essere!

(Raphaella Dallarda – INSPATIMEBLOG)

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