IL DECALOGO PER MANTENERSI IN SALUTE E BENESSERE?
ECCO LE 10 REGOLE DEL DOTT. LUCIO LORETO.

Hai sempre desiderato scoprire la formula magica per vivere in benessere e conservare la salute per la vita?

Il Dott. LUCIO LORETO, Omeopata e Co-Direttore di Villa Paradiso, Medical Spa all’avanguardia su ricerca e prevenzione anti-invecchiamento, a Gardone Riviera e lo Chef di Villa Paradiso, CRISTIAN DUCA ci donano il loro DECALOGO sano e divertente, in un viaggio leggero ed emozionale, attraverso il cibo e il corpo.

Il Dottor Loreto, partendo dalle regole di una sana nutrizione e buonaintegrazione, ha delineato le esigenze fisiologiche di ciascuno, in base anche al cambiamento delle stagioni, sebbene il concetto di dieta non sia qualcosa di stagionale, bensì rappresenti il prendersi cura del proprio corpo non solo con gli alimenti, ma, come nel passato, con uno stile di vita, che comprendeva il cibo, il tempo per il riposo e l’attività fisica.

In particolare, con il caldo, nel corpo si perdono minerali e vitamine e aumenta l’alterazione dei batteri simbionti, che sono normalmente amici e vivono nel nostro corpo, nell’intestino, in bocca e sulla pelle, ma bisogna mantenerli in buone condizioni, con l’aumento della temperatura.

Inoltre, cambiano naturalmente gli ormoni: d’inverno incrementa il cortisolo, che tende a gonfiare e ad accrescere la ritenzione idrica, mentre d’estate si risveglia l’ormone della crescita e l’attività tiroidea, in preparazione alla bella stagione.

Dato che, “per guardare avanti bisogna recuperare quello che esiste dietro”, i modelli alimentari virtuosi non sono quelli da recuperare nelle diete che vanno di moda e di cui siamo bersagliati, bensì nella dieta mediterranea che, studiata attentamente dall’Università di Harvard, è considerata la più adeguata a qualsiasi situazione, poiché miscela tutti i componenti sempre ad ogni pasto, per assicurare un carburante ottimale all’organismo, in ciascuna condizione. Nella nostra cultura mediterranea si è sempre mangiato un po’ di tutto. In sintesi, ogni piatto alimentare dovrebbe prevedere il 50% bilanciato di carboidrati e proteine, l’altra parte di verdure e vegetali, lasciando la frutta come spuntino durante il giorno. È questa la dieta “MyPlate”, richiesta da Michelle Obama come regime alimentare da servire nelle mense degli asili e delle scuole americane.

Lo Chef Cristian ha introdotto un concetto di cucina preventiva metabolica, e non più salutistica, fondata sulla ricerca con dimostrabili basamenti scientifici, incentivando l’alta qualità delle materie prime, da rispettare in cottura, perché ciò che fa ammalare non sono gli additivi chimici o i coloranti, bensì una dieta ricca di calorie, grassi, sale, zucchero bianco, insaccati, carne rossa.

Questo tipo di cucina preverrebbe le malattie e le sindromi metaboliche, quali il diabete, l’iper-colesterolemia, l’ipertensione, l’obesità, che si generano da carenza di capacità nutrizionale, poiché gli alimenti sono dei farmaci, che creano delle reazioni chimiche nel corpo.

La cucina preventiva deve essere buona, bella e che faccia bene. Davanti alfornello serve cultura, rispettando delle linee guida mediche.

Il Dott. Loreto ha sottolineato che, in caso di errori o abusi alimentari, bisogna programmare tutto con calma, senza farsi prendere dal panico, acquisendo uno stile nutrizionistico che porti, poco alla volta, a un benessere piacevole e a una disabitudine di cattivi vizi e non a una scelta temporanea o all’ultimo minuto. Considerando che l’errore è umano, se si dovesse cedere a una tentazione, non bisogna aggiungere un errore a un altro errore, ma astenersi dal mangiare al pasto successivo, consumando solo leggere proteine o zuccheri composti, quali riso e pasta integrale, che andrebbero a bilanciare l’aumento della reazione enzimatica dell’insulina venutasi a creare dopo l’eccesso di alcol, zuccheri o calorie, nel giro di un paio di giorni, senza sentirsi emotivamente troppo colpevoli, continuando il proprio programma.

Lo Chef poi ha chiarito che il menù stagionale è ormai passato, perché durante tutto l’anno, in 24 ore, si riesce a recuperare qualsiasi alimento fresco, nutriente, raccolto in stagione, anche se l’uomo è inserito in un contesto planetario, scandito dalle stagioni climatiche, così che l’approvvigionamento delle materie prime cambia in base anche alla biologia dell’individuo, in quel periodo dell’anno specifico.

Quindi, d’estate, avendo necessità di integrare vitamine e sali minerali, si è più propensi a cucinare meno piatti elaborati o pesanti, consumando maggiormente frutta e verdura, cibi freschi, rispettando le cotture più sane, che disinfettano, sterilizzano gli alimenti, senza denaturarli, quale quella a vapore, che conserva i nutrimenti, quella sottovuoto o la frittura, con olio di arachide, o di girasole alto oleico o extravergine d’oliva, perché sigilla i pori e mantiene le sostanze nutritive, meglio con farina di riso, a 170 gradi, con friggitrice, nella proporzione di 1 litro d’olio ogni 100 gr di alimento, che deve passare direttamente dal frigorifero alla bollitura, per creare lo shock termico. L’olio d’oliva bisogna però conservarlo lontano dai ripiani vicini ai fornelli perché si ossida, con il calore e con l’ossigeno, perdendo proprietà importanti. Vietati i grassi saturi, idrogenati, come margarine, e tropicali.

È sano anche saltare a fuoco vivo gli ortaggi nella pentola antiaderente, “condizionandola”, cioè passandola leggermente con poco olio da asciugare con la carta, riscaldandola prima. Mentre la cottura bollita è altamente sconsigliata, perché brucia tutti i principi attivi.

È vivamente raccomandato cuocere gli ortaggi interi, per evitare di esporre i pezzetti all’impatto del calore di 100 gradi di vapore; ad esempio la carota mantiene altissimi livelli di betacarotene da cotta, anziché da cruda, perché si rende biodisponibile, meglio in aggiunta a un leggero goccio d’olio d’oliva, dato che è liposolubile.

La pulizia dei vegetali è fondamentale: bisogna lavarli accuratamente e velocemente sotto l’acqua corrente, senza lasciarli in ammollo per ore, perché perderebbero buona parte delle vitamine idrosolubili.

Il Medico ha spiegato che ogni cibo ha vari colori e sapori, ciò non perché siano stati solo “verniciati”, ma perché i pigmenti corrispondono a determinate vitamine e sali minerali. La dieta più indicata, allora, è quella che alterni tutti i colori e sapori, per fornire all’organismo ogni componente, prendendo ciascun nutrimento diverso dai cibi, sebbene ogni individuo è composto biologicamente da una base comune, ma con delle personali differenze. Anche il Beta-carotene, se assunto in eccesso, dà una colorazione arancione alla pelle e, in caso di fumatori, fa aumentare il rischio di tumore all’intestino nella donna, e alla prostata nell’uomo, mentre l’Astaxantina, che contiene un’alga marina, è un potente antiossidante specifico per proteggere dalla fotosensibilizzazione del sole, si usa molto d’estate e dà la colorazione rossastra ai gamberi cotti.

Il DECALOGO SALUTISTICO di come si dovrebbe mangiare è:

  • associare sempre carboidrati e proteine ad ogni pasto, poiché la dieta dissociata che risale al 1920 non teneva in considerazione la composizione scientifica degli alimenti, quindi non era bilanciata;
  • bandire lo zucchero raffinato, che crea dipendenza e ha 7/8 passaggi chimici di raffinazione che lo rendono tossico, come una droga, utilizzando invece l’eritritolo o lo zucchero di canna;
  • limitare le carni rosse e le proteine animali, e, soprattutto in estate, gli alcolici, eliminando totalmente i super-alcolici. Mezzo bicchiere di vino al giorno è consentito solo all’interno di un pasto, per evitare il disordine enzimatico;
  • non saltare mai i pasti, nemmeno la prima colazione, che rappresenta un “risveglio” dal digiuno notturno, fornendo energia all’organismo ogni 4/5 ore, senza troppe abbuffate nei 3 pasti principali, da intervallarli con mini snack, anche prima di andare a dormire, con frutta fresca o secca, ricca di Omega 3, rispettando una certa regolarità degli orari, così da dare un ritmo al sistema enzimatico;
  • abbondare di rifornimento idrico, specialmente durante l’estate, sapendo che l’acqua che idrata l’organismo è quella assunta da frutta e verdura, mentre quella che viene bevuta serve per attivare il ricambio renale ed è consigliabile oligominerale, con PH tra 6,5 e 7,2, cioè anfótera, da sorseggiare dalle 9 alle 17, quando i reni forniscono la massima prestazione, quindi la pulizia è maggiore, riducendola ai pasti o integrando acqua digestiva bicarbonato-calcica, che favorisce l’attività biliare;
  • eccedere nella supplementazione quotidiana di vitamina C e di fibra, circa 25 gr al giorno, attraverso i carboidrati e i legumi.

A ciò bisogna poi andare ad analizzare individualmente le intolleranze alimentari e le condizioni biochimiche, scegliendo un modello alimentare adatto a ciascun organismo.

Il concetto di supplementazione significa fornire dall’esterno tutti quei componenti che non si riesce a integrare dalla dieta, o che si desidera assumere in quantità maggiore, come minerali e vitamine, specialmente con il caldo, quando aumenta lo stress cellulare, prendendo delle sostanze adattogene, che alzano il livello di risposta allo stress, esempio ginseng, robiola o eleuterococco.

Importante è mantenere il nostro sistema simbiotico in equilibrio; impressionante è sapere che in un corpo normopeso di 55 kg la quantità

di batteri e microorganismi, che vive nei capelli, sulla pelle, nell’intestino, è di 1,5 kg! Essi si chiamano simbionti, quando contribuiscono a farci stare bene, nella digestione, assimilazione, espulsione di rifiuti; altrimenti posso fermentare, aumentando il livello di alcol interno, costringendoci ad andare in giro con una “distilleria” nella pancia o una “ubriacatura” che infiamma e altera, ad esempio quando si mangiano troppi dolci. Ciò può generare allergie o intolleranze alimentari.

Probiotica è la presenza di batteri vivi nell’intestino, Bioprotica nella gola: in estate va aumentata la loro supplementazione, per mantenere in equilibrio l’organismo. Il glutine, ad esempio, è una proteina che stabilizza la flora batterica intestinale e stabilizza l’insulina, perciò, se non si è celiaci o intolleranti a livello metabolico o enzimatico, o sensibili ad esso, è vivamente suggerita l’assunzione. È da notare che il riso contiene più arsenico, che la pasta. Lo stesso discorso vale anche per il latte. Venendo da una tradizione di formaggi e latticini, questo alimento non va bandito, ma soltanto moderato o consumato quello ad alta digeribilità, che è leggermente più dolce e si utilizza meno zucchero.

Ci sono batteri che trasformano la cellulosa delle verdure in zuccheri e grassi, quindi mangiando solo vegetali si può avere una fermentazione intestinale; il preferire ortaggi cotti o crudi è molto personale, perché cambia la flora batterica individuale e dipende anche dall’indice glicemico dell’impatto degli zuccheri sul livello di insulina. La frutta ha un transito intestinale più veloce, così, per evitare gonfiori, è da preferirla appena prima dei pasti.

Rispetto al consumo di sale, che nell’alimentazione va a tamponare la troppa acidità dell’organismo, si può sospendere quello alimentare, troppo ricco di sodio, ricorrendo ad altri tipi, quali i sali di potassio, che danno meno ritenzione idrica e sovraccarico renale, tonificando di più. Perciò aggiungere dei sali alcalinizzanti, come supplementazione, permette di compensare un’acidità alimentare, dovuta al consumo di legumi, o bere il succo di limone fresco, al mattino, a digiuno. Diffidare dei sali dell’Himalaya, perché sono antichi di millenni e ricchi di metalli pesanti, che si accumulano. Meglio il sale a basso contenuto di sodio, iodato, sotto i 7 grammi al giorno.

La citazione di un Antico Maestro diceva: “Non puoi essere più di quello che sei, ma puoi essere il meglio di ciò che sei”.

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